Un incontro poetico a quattro voci
Ernesto Ruta / Raffaele Gueli
Paolo Gulfi
Con Amnesty International per i diritti umani dei Rom. Per un’Europa senza emarginazione.
6 Giugno al City di Ragusa dalle ore 20.00
Nuovo numero per la rivista on-line di poesia Glimpse per il colore “Brown”.
All’interno del numero due mie poesie…
Glimpsate
A pochi giorni dalla fine del Festival “Versi di Luce” di Modica sono comparsi quattro video curati da Sebastiano Adernò sul Reading Poetico “I Luoghi della Parola” con gli interventi di Gaetano Giuseppe Magro, Salvatore Randazzo, Antonella Taravella, Sebastiano Patanè, Paolo Gulfi, Luigi Carotenuto, Sergio D’angelo, Sebastiano Adernò, Luigi Taibbi, Giovanni Parentignoti, Grazia Calanna, Rita Marta Massaro, Santina Lazzara, Raffaele Gueli, Ernesto Ruta e Claudia Distefano.
Li pubblico qui per condividere con voi i luoghi della parola.
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Salve a tutti!!! Condivido con voi la gioia di questo nuovo appuntamento con la Poesia e per la prima volta con il Cinema!!!
Dal 21 al 23 Marzo a Modica presso il Teatro Garibaldi avrà luogo la Quinta Edizione del Concorso di Cinema e Poesia “Versi di Luce” organizzato dall’Officina Kreativa di Modica in collaborazione con Sebastiano Adernò, Giovanni Parentignoti e Paolo Gulfi.
Ecco a voi il programma di questi tre intensi giorni. Mi troverete Giovedì 21 Marzo per la Giornata Mondiale della Poesia partecipante a due eventi: ore 18.45 Il percorso itinerante della poesia. Thauma Edizioni in Sicilia & ore 19.30 I Luoghi della Parola: Reading di poesia.
Ore 17,30 – INAUGURAZIONE
Apertura della Mostra
“Quasimodo nel segno” di Franco Fratantonio
Apertura della
Piccola Ricognizione Editoriale – Foyer
Ore 18,00
Gli angoli aprono i loro acuti per ingoiarci. Presentazione delle sillogi “Aderenza” di A. Taravella e del nuovo libro di S. Patanè. A cura di Smasher Editore.
Ore 18,30
CORTI DI VIDEOPOESIA IN CONCORSO:
IL PAESAGGIO DELL’ANIMA – 2013
di Giovanni Firmani
da L’infinito di G. Leopardi – 3’50”
LUCE – 2012
di Riccardo Banfi – 3’30”
Ore 18,45 Il percorso itinerante della poesia. A cura di Paolo Gulfi (Thauma Sicilia)
Ore 19,00
CORTI DI VIDEOPOESIA IN CONCORSO:
LA COLLINA DEL GRANO DURO – 2013
da La collina del grano duro di E. Giurdanella
di Enza Giurdanella – 2’13”
ITACA – 2013
da Itaca di Costantino Kavafis ed inserti di Omero e Angelopoulos
di Andrea Palamara 3’45”
NELL’IMMENSA SOLITUDINE – 2012
di Christian Cinetto
da Nell’immensa solitudine di F. Pessoa – 2’20”
PER CONSECUZIONE – 2012
di Daniele Greco
da “Per Consecuzione” canzone dei “Beni Estorti” – 2’45”
INTIMO CIELO – 2012
di Cristiano De Sanctis
da “Intimo Cielo” dal libro L’Istinto del Tempo di Cristiano De Sanctis 2’00”
Ore 19.30
I LUOGHI DELLA PAROLA. Reading poetico con la partecipazione dei Poeti: Sebastiano Adernò, Salvatore Randazzo, Ernesto Ruta, Sergio D’Angelo, Santina Lazzara, Claudia Di Stefano, Paolo Gulfi, Giovanni Parentignoti, Antonella Taravella, Sebastiano Patanè e Gaetano Magro ed altri.
Ore 9,00
ADOTTA UNA POESIA V EDIZIONE
Evento per le Scuole della Provincia di Ragusa.
Posti esauriti.
Ore 16,00
CORTI DI FICTION IN CONCORSO:
ALTROVE E CON NESSUNO di Luca Angioli – 2012 – 8′
CLACSON di Alessandro Melchionda – 2012 – 13′
DEA BENDATA di Ivan La Ragione – 2012 – 10′
UN QUARTO ALLE SEI di Giovanni Mazzitelli – 2011 -19′
Ore 17,00
SICILIA. Quell’estate del ’43.
Incontro con l’autore Leonardo Selvaggio. A cura di Morrone Editore. Nel corso dell’incontro con l’autore sarà proiettato un video sullo sbarco del ’43.
Ore 18,00
Incontro con la casa editrice Prova d’autore.
Ore 18,45
CORTI DI FICTION IN CONCORSO:
FIABA DI DAINA di G. Chierici/D. Gatti – 2012- 15′
Ore 19,00 La memoteca. Archivio di storia e passioni. Incontro con Lo scrittore Marco Pomar. A cura di 90100 Edizioni.
Ore 20.30 CORTI DI FICTION IN CONCORSO:
GENESI di Donatella Altieri – 2012 – 18′
IL CAPPOTTO DI LANA di Luca Dal Canto – 2012 – 12′
IL RUMORE AGLI ALTI ISO di Diego Monfredini – 2012 – 4′
IL TRUCCO di Riccardo Banfi – 2011 – 4′
NOSTOS di A. D’Ambrosi e S. De Santis – 2012 – 15′
Ore 10,00
RETROSPETTIVA Autori Fedic
Paesaggio e Cinema nei corti degli anni 50′.
A cura della Cineteca Modicana SOMS
SCANO BOA di Renato Dall’Ara – 1954 – 10′
MARCO DEL MARE di Mino Crocè – 1954 – 25′
SETTE MINUTI di Paolo Capoferri – 1959 – 9′
LA BARCA BIANCA di Luigi Nucci – 1959 – 14′
Ore 12,00
PAESAGGIO E CINEMA NEGLI AUTORI CONTEMPORANEI
Proiezione del cortometraggio
Il prossimo inverno di Antonio Carnemolla – 20′
Ore16,00
CORTI DI FICTION IN CONCORSO:
SDRVGD’T (SVEGLIATI) di M. Bonomo e M. Piovesana – 2012-
14’02″
SILENZIOSA – MENTE di Alessia Travaglini – 2011
5’23”
Ore 16,00
Incontri con le case editrici
Leima – La fiaccola – Melino Nerella – Kimerik
Ore 18,00
Al-Idrīsī: mappature del paesaggio. Incontro con Carlo Ruta.
Ore 19,00
Paesaggio Urbano – CT connections. A cura di Sebastiano Adernò e
Arch. Salvino Maltese. Visione Video Fuori Concorso.
Ore 20,00
Dalla parte del lettore: Diceria dell’untore tra esegesi e ebook
Tavola Rotonda con l’autore Andrea G.G. A Cura di Baglieri Editore.
Ore 21,00 Serata di Gala – Premiazioni
Ospiti speciali:
Premio Musica e Poesia a Lucina Lanzara
Premio Teatro e Poesia a Salvatore Tringali
Premio Una voce a Carmelo Modica
Nell’antico Pantheon delle divinità romane vi erano diversi dei che sedevano sul trono delle virtù e delle sciagure. Un dio in particolare, il più antico nella genealogia del culto panteista romano, fu vegliato tanto in epoca arcaica quanto in quella repubblicana e imperiale. Il suo nome è Ianus, detto Bifrons (bifronte) ed anche Cerus (creatore) nonché Pater (padre di tutti gli dei). Solitamente siamo preposti a credere, dai pochi studi concessi durante il periodo di scuole superiori, a credere che sia Iuppiter (Giove) il padre di tutti gli dei, ma sfogliando la Storia di Roma di Tito Livio, sono venuto a conoscenza del profondo culto panteistico del dio Giano.
Ebbene questo excursus nella storia delle divinità romane vuole fornirmi l’appendice per questa piccola disquisizione sul caso emblematico e anomalo di un “ex novo” politico romano, non di popolo ma di stirpe: Beppe Grillo.
Detto così sembrerebbe che il nostro suddetto politico sia in prima analisi messo in una luce positiva, raffrontando il suo carattere politico con quello dell’antico dio romano. Par vero stabilire un’analogia, ma qui mi occorre solo per tracciare i caratteri salienti di questo essere nuovo della politica italiana, un essere che si affranca dalla vecchia quanto ne è similare e continuatore. Molti giornalisti hanno scritto sul capitolo Grillo pagine e pagine di articoli, definendolo come un politico fallace, o come un grande populista e demagogo, un’usurpatore tirannico od anche elogiandolo per come il suo Movimento cresca in Italia. Bene, alla luce dei fatti sembra che questo nuovo essere della politica sia un’anomalia non tanto storica e/o politica quanto innanzitutto logica. Tutti sappiamo che cos’è la logica… È quello studio dei predicati e dei referenti all’interno di una proposizione ai quali possiamo assegnare valori di verità. Solitamente per referente si pensi ad un soggetto qualsiasi, sia come un’unità sia come gruppo, sia a un insieme di unità viste differentemente come coppia. Per predicato d’intende innanzitutto qualsiasi cosa che possa predicare un soggetto referente (per es. “essere scapolo/sposato”; “avere un reddito di 1500 € al mese”; “essere un politico italiano”). Ebbene l’anomalia logica che ha interessato la mia attenzione in questi giorni di farfugliamenti politici è stato il seguente: Grillo è un referente politico? E se sì, che tipo di referente possibile potrebbe essere?
La questione, cari amici, non è mica nata da speculazioni di alto ordine ma da uno di quei casi in cui ti imbatti giornalmente parlando con qualcuno a proposito di elezioni politiche e, vuole il caso, che quel qualcuno in questo sia un parente al quale ho sentito affermare cose a dir poco in-audite. Ebbene, questo qualcuno a cui voglio riservare il diritto alla privacy, è quella tipica persona che per anni ha votato Berlusconi, essendogli fedele siano al midollo. È quanto mai emblematico che codesta persona al mio interrogativo sulle prossime votazioni politiche ha espresso la preferenza, non solo per Berlusconi, ma sopratutto per “Pippo” Grillo. Insomma, la frase come potete capire che ha sconcertato non poco. Ma proviamo a mettere la questione in termini logici come segue:
∃x [(Pa→Px) & (x≡y) → (Px≠Qx)]
dove a è un soggetto votante qualsiasi, P è un predicato che vuol dire “andare a votare/essere votato”, x e y sono due politici qualsiasi e Q è un predicato che vuol dire “essere estremista”. In termini di linguaggio corrente la seguente proposizione potrebbe essere enunciata quanto segue: “c’è un politico che posso votare, il quale non è un’estremista”. Secondo la logica del parlante entrambi i referenti politici da lui additati non sarebbero degli estremisti. In questo caso i due referenti sarebbero Silvio Berlusconi e “Pippo” Grillo. Ora, è già di per sé emblematico notare che il soggetto votante paragoni i due referenti come facenti parti di un’unica classe, o di due classi che hanno in comune degli stessi elementi (in questo caso “politici”). A rigore questa affermazione dovrebbe essere falsa poiché è risaputo che tanto Berlusconi quanto Grillo considerano l’un l’altro un buffone. Allora come è possibile, da un punto di vista logico, che tale affermazione risulti vera da un punto di vista soggettivo? Qui si potrebbe parlare e parlare per molto tempo sull’emblematicità di tale affermazione ma ai fini della sintesi mi riserverò il diritto di dare questa frase così come si è posta senza tracciare i vari argomenti che potrebbero mettere a confronto i due referenti. Quello che qui mi interessa è capire 1) come è possibile che Berlusconi e Grillo siano messi sullo stesso piano (il piano di riferimento qui è il voto politico o la preferenza e non le due persone o il programma politico) e 2) come faccia Grillo a prendere voti sia da destra sia a sinistra.
La 1) può essere risolta facilmente… Così come Berlusconi, Grillo è un populista demagogo, sovvenzionato in maniera occulta e che utilizza la propria figura mediatica per incitare il popolo, alle volte stordendolo con sproloqui degni del più simpatico dei comici. Così come Grillo, Berlusconi ha sempre puntato su una politica “senza bandiera” o meglio, che faccia del suo nome la propria bandiera. Effettivamente Berlusconi e Grillo potrebbero, per rifarci all’appendice di prima, raffigurare le due facce del Giano Bifronte, padre di tutti gli dei anzi, in questo caso, figura emblematica di tutta la politica italiana. La 2) risulta più ardua poiché ci si pone davanti un paradosso prima che politico, logico e linguistico. Qualcuno avrà presente le parole composte da un ossimoro… Il caso emblematico viene proprio dalla letteratura e da uno dei grandi romanzi del nostro Novecento: 1984 di George Orwell. La parola in questo caso sarebbe stopreato. Nella nuova linguistica presente nello Stato del Grande Fratello parole come queste usavano intendersi per rappresentare un mix di situazioni contrastanti, in cui il significato semantico del termine doveva immediatamente creare uno shock a chi, in questo caso, stesse per compiere un reato. Paragonando tale artificio linguistico all’altrettanto artificioso progetto politico di Grillo, l’analogia calza perfettamente. Quest’essere politico, non solo si è inventato una nuova faccia politica (il Movimento, termine che oramai sempre interessare altre parti politiche), ma si è anche inventato una nuova posizione in Parlamento alienando i soliti schemi di Destra e Sinistra. In Italia, come sappiamo, tali schemi hanno radici storiche che affondano nella primissima Storia d’Italia. Oggi come oggi sembra andare di moda liberarsi del passato con un colpo di cancellino e sembra, sempre di più, che tale operazione delatoria voglia essere sinonimo di cambiamento più che di perdita della memoria storica. Mi si capisca, io qui non difenderò mai le ragioni storiche della Destra e della Sinistra in Italia, ma piuttosto mi preme capire come un partito che potrebbe benissimamente accettare all’interno del proprio contesto ideologico l’ossimoro fascista/comunista per assorbirlo e trarlo dal reflusso della storia grazie ad una inesorabile quanto novissima veste sociale e politica, sia in grado non solo di trovare adepti all’adempimento del proprio programma politico ma soprattutto sostegno in campagna elettorale. Poi, ancor di più, mi sorprende (ora non più di tanto) sentire un berlusconiano affermare che voterà: «Berlusconi o “Pippo” Grillo!». Da un punto di vista logico quindi l’ultima condizione posta alla nostra proposizione logica non può essere né confermata né dis-confermata (si dovrebbe dire verificata o falsificata) in quanto codesta (Px≠Qx) non può essere in ultima analisi né vera né falsa. Dimostrare che Grillo non sia un’estremista è cosa davvero ardua, come allo stesso è arduo ammettere che lo sia. In ambito retorico ammettere sia l’una sia l’altra ci introdurrebbe in una serie di paradossi, fra cui quello del mentitore. “Io non sono un’estremista” quando a dirlo è un personaggio politico che ha riorganizzato l’intero apparato di presentificazione politica (campagna politica, stemma, movimento, modo di interagire col popolo italiano) ci pare davvero falso. Ma al contrario pretendere che sia vero è a fortiori una petitio principi (tu sei un estremista perché hai rivoluzionato l’intero apparato di campagna politica e perché dici di voler bruciare il parlamento). Come si potrebbe dimostrare che in questo momento storico gli italiani non vedano nel politico colui che ruba e magna ed evade le tasse. Chi, a ragione, non vorrebbe “bruciare” il parlamento?!? Mi sembra ovvio, dal mio punto di vista, quanto questa sia solo un’utile metafora per far capire che un cambiamento è auspicabile quanto mai possibile. In un mondo in continuo muoversi anche il Paese con la più avanzata Costituzione del Mondo potrebbe trovarsi a soffrire le pene di una vacanza della Libertà in senso proprio.
Il nodo da sciogliere è arduo ed in questo caso non è auspicabile una soluzione alessandrina. Invece è auspicabile che chi si cinga a voler intraprendere un percorso politico lo faccia con un’intento anti-imperiale, senza pretendere di divenire il leader o il Pontifex di questa religione di assurdità.
L’Italia ha i politici che merita? Credo proprio di sì, e Berlusconi così come Grillo ne sono l’esempio lampante. Il popolo italiano ha sempre amato la parodia e la commedia ed ancor di più ha sempre amato pavoneggiarsi ironizzando su sé stesso e sugli altri…
“Chi a lunga spera disperato muore” – dice il proverbio. Io spero sì, spero ancora…
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Ebbene sì, non par vero ma il Popolo del Bel Paese così passionatamente attaccato al classico cantautorato e così legato alla vetrina sanremese si appresta, nella propria parte artisticamente più attiva, ad avere in seno un melange di mescolanze artistiche e sonore europee ed americane. Non par vero a chi soprattutto soddisfa il proprio gusto musicale con quel che in questo Paese si ascolta sempre e comunque.
Forse questo fatto collimera il sogno di molti reduci del dopoguerrra italiano di un’annessione, in tal fatto musicale, del nostro Paese alla grande potenza americana.
Ma per chi come me (e come Noi, dato che le comunità di musica italiana fiottano di adepti) tale riduzione della musica italiana ai soliti nomi puzza di censura e conservatorismo (tale operazione si andrebbe benissimamente a collocare in una discussione sulla cultura italiana di più ampio respiro); questo è un buon momento. Non vi è qui il proposito di portare avanti tale discorso se non nei limiti in cui questa brevissima esposizione del sound italico vuole essere una scure e un baluardo per la nuova cultura italiana sempre più interfacciata a quella americana ed europea.
Parlando di musica ( e qui solo di questo parlerò) le novità italiane di questi ultimi mesi ( ma si potrebbe dire d’anni dato che come vedrete il discorso ha una lunga storia) sono tutte profuse allo sforzo di un sound caratteristico in cui alienare, in parte, la vecchia scuola della musica italiana. Gruppi cruenti, violentatori di suoni, gaze e new wave si affacciano al palcoscenico della musica italiana con sempre maggiore responsabilità e decisione. Tutti ricorderanno l’intervento degli Afterhours al Sanremo di Paolo Bonolis nel 2009. Molti dei fan (ed io in primis)) considerammo tale atto un tradimento a quei valori di musica underground che mai si sarebbero dovuti esporre al confronto, specialmente sullo stesso palco di Povia & Co. Invece tale azione fu l’atto di nascita di una rivoluzione culturale di cui ancora oggi raccogliamo i frutti. Quando gli Afterhours presentarono a Sanremo il cd “Il Paese è Reale – 19 artisti per un Paese migliore?” capimmo tutti quanti quale fosse stato sin dall’inizio il vero intento di Manuel Agnelli. Squarciare il velo, e come non farlo se non dal di dentro? Ebbene sì la rivoluzione era iniziata. Nomi che mai prima di allora qualcuno aveva sentito nominare (figurarsi ascoltarli) irruppero nella zona della musica italiana più sacra di sempre. Parlo degli Zu innanzitutto, gruppo jazz core romano attivo dal ’93, o di Roberto Angelini, per esempio, grande convertito della musica pop italiana che stufo del mercato decise di fuoriuscire dalla compravendita industriale della musica italiana rendendosi artista indipendente. Ad oggi questi nomi, nonostante siano molto attivi, ci risultano metafore older, giammai superate, anzi continuate… Per farvi un esempio squillante eccovi i ZEUS! (duo composto da Luca Cavina al basso elettrico e Paolo Mongardi alla batteria) che quest’anno presentano il loro nuovo album “Opera”. L’album è ascoltabile su Rockit ed è acquistabile sin da ora.
Ci siamo… L’operazione scientifica di collegare un’arte ad un’arte, una corrente ad una corrente, una varianza ad una varianza è riuscito: il pezzo “Giorgio Gaslini is our Tom Araya” dedicato al grande pianista che imparò a destreggiarsi fra le stelle con Sun Ra ci riconnette subitissimamente al pezzo “Tom Araya is Our Elvis” degli Zu, brano n°1 del famoso “The Way of the Animal Powers” comparso nel 2005. 
E’ stato stabilito un contatto, non solo musicale e sonoro, ma terracqueo, letterario… Da qui in poi non potremmo scostare tale apprezzamento ad uno dei maggiori gruppi italiani nel Mondo (per collaborazioni: Sonic Youth, Motorhead, Mike Pathon e per inventiva: John Zorn, padre fecondo del free-jazz in America, dopo l’uscita di Igneo nel 2002 disse: “Avete creato una musica potente ed espressiva che spazza via totalmente ciò che molti gruppi fanno in questi giorni!”). Ma la lista continua ed è anche saputa. Amo ricordare gli A Toys Orchestra di Napoli per esempio, conosciuti e apprezzati ai più, The Bloody Beetroots, pseudonimo del discografico e dj italiano aka Sir Bob Cornelius Rifo, il quale ha fondato l’omonimo progetto famoso in tutto il globo, partorito a Londra; con il quale suona fra l’altro Jacopo Battaglia degli Zu… Mi vengono in mente anche un gruppo di giovanissimi meno famosi (forse per poco) dei seguenti. Parlo dei The Mantra ATSMM reduci dall’ultimo tour con il Teatro degli orrori che qui non necessita di presentazioni. Come ha detto più volte Pierpaolo Capovilla la musica italiana ha bisogno di uscire dalla prigione del quotidiano perché ne siamo stufi!
Altri ancora i fecondi Black Eyed Dog e i Gentless3 di Carlo Natoli & Co.
Menzione a parte merita Nicola Marzan, il quale ha saputo coniugare sound eclettico, classicismo, roba post-industriale, post-elettronica, post-filmica, post-tutto che invade il panorama della musica italiana con “Il Nuovissimo Mondo” del progetto one-man-band Bologna Violenta, continuando il proprio operato con il nuovo album “Utopie”.
Molte le voci italiane che tendono allo svellamento del manto d’oro della vecchia musica italiana… Speriamo in loro, in un’impresa a dir poco ercolina.
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"... Non vogliate negar l'esperienza di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" (Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120)
più che a modificarli, una poesia insegna a contemplare i pensieri. S. Weil
writing, poetry, poems, lyrics, remedy of soul,
fluidità interiori, pillole dei sensi, schegge di pensiero. Logiche sospensioni dall'impeto del fare per lanciare parole dalle mani così come nascono come mi scivolano dalle dita. così m'invento - metafora imperfetta dei miei sè
...certi giorni scivolano in fretta, mi dileguo nel buio per non essere vista...t.t.
Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?
~ Philosopher ~
Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.
RACCOLTA ANTOLOGICA DI POESIE EDITE ED INEDITE IN ORDINE SPARSO ( 1997-2013 )
stare in questa misura ...
non sempre puoi ricostruire ciò che hai distrutto.
(prestarsi al mondo in versi)
È un'orma d'ombra blu che ammalia e assidera desideri e mali.
Scrivere di Sicilia
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