Giardino dell’Esilio


Cumuli di immagini sfocate

lettere come pietre sul ciglio della strada

ricordi in fiamme con i buchi in testa

un bombardamento dell’anima

Il cielo s’accende

e siamo noi a saltare in aria

siamo noi le bombe a esplodere

Tutto è scosceso

la morte come nostra unica sorella e

nonostante un grido nonostante il canto

questo sole è troppo bianco e solo bianco intorno

non ha un eco questa voce nè un ritorno


Ci sarà solo una lettera,

lì dove un tempo c’era Auschwitz.


Io sono morto ed il mio corpo è cenere e terra ed io non sono altro che terra e respiro di nuovo in questa terra di nuova luce, ma sappi


un Olocausto ogni giorno

ogni giorno è da vivere questo vuoto

uno spazio aperto

il vuoto del silenzio

ogni giorno

sono corpi ammassati a milioni

fin lassù

a toccare il cielo.


Saremo liberi dalla caduta

la osserveremo cadere

Fin quando guarderemo il mondo

e la caduta

solo fin quando saremo noi a cadere

la caduta nel silenzio


Cadendo, saremo noi il silenzio e la caduta

ad altri la silente attesa


Mai più la caduta nel silenzio

Mai più la silente attesa

Foto: Valeria Foddai

 

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