Poesia Emergentista, o della poetica dell’Emergenza

Articolo apparso su Riverso Poesia in data 16 Giugno 2015

cropped-cropped-per_facebook2.jpgÈ comunemente noto oggi come la Poesia si sia fatta carico di convergenze e posizioni nel campo della socialità e soprattutto nel campo del sociale. Per Poesia Sociale si intende quella tipologia poetica che attraverso il proprio medium comunicativo si faccia interprete di esigenze, di aspirazioni e di conversazioni che alternano il campo dell’ars poetica all’impegno sociale nel divulgativo. Si potrebbero portare vari esempi; non ultimo lo strano caso dell’Emergency Poet, nato in Inghilterra da pochi mesi. Il poeta come medico e la poesia non solo in funzione meramente soteriologica ma soprattutto farmaceutica, di giovamento e di rinvigorimento.

In Sicilia sarebbero molti gli esempi partoriti in tale contesto, creati per farsi partecipi di esperienze poetiche nel campo dell’impegno sociale: i canti per il NOMUOS ad esempio e gli eventi ad esso correlati, nonché alcuni esempi di veri e propri laboratori poetici che hanno portato alla nascita di Testi Corali.

Vi è però un altro senso più intimo che sfugge alla concettualizzazione di tale pratica, e che nel campo teorico va a riflettersi nelle proprietà di ciò che potrebbe intendersi col principio poetico nel campo dell’indagine psicologica ed analitica. In maniera più estesa, l’arte della composizione poetica nel campo dell’impegno sociale assomiglierebbe a quell’emergentismo psicologico che analizzando le forme protomentali degli oggetti in grado di innescare i fulcri dell’esperire artistico, nel campo della scrittura poetica, li ritrova in forza di quel quid della composizione che fa della poesia il mezzo artistico per antonomasia. Adesso, per evitare che gli artisti di ogni campo mi saltino alla gola dovrei quanto meno specificare il motivo dell’ultima affermazione. E per farlo mi servirò delle parole del Leopardi, quasi un commento della Poetica di Aristotele:

“E pertanto [il poeta] deve coll’arte sua quasi trasportarci in quei primi tempi, e quella natura che ci è sparita dagli occhi, ricondurcela avanti, o più tosto svelarcela ancora presente e bella come in principio, e farcela vedere e sentire, e cagionarci quei diletti soprumani di cui pressoché tutto, salvo il desiderio, abbiamo perduto, onde sia presentemente l’ufficio suo, non solamente imitar la natura, ma anche manifestarla, non solamente dilettarci la fantasia, ma liberarcela dalle angustie, non solamente somministrare, ma sostituire” (G. Leopardi, Zibaldone , a cura di L. Felici, Newton Compton, Roma 1997, pag. 365).

In altro riguardo tendo a considerare l’emergere stesso del sentimento poetico nelle questioni che interessano l’impegno sociale, politico e civile specialmente quando vanno a concludersi in un evento di divulgazione, un reading, una lettura, una pubblicazione. Il fare poetico in tal senso assume i caratteri di una prospettiva concettuale non del tutto esplicata dalle teorie semantiche della scrittura poetica e che più in generale vorrei esprimere attraverso la locuzione “poesia emergentista”, o anche con “emergenza della poesia”.
Cosa voglio intendere con questa espressione?
In primo luogo si vuole dar significato a quella scrittura compositiva che si esplica dietro una prescrizione, una dicitura, un tema per fini che rientrano negli ambiti dello spettacolo, del reading o del concorso. Alle volte, quando si scrive, lo si fa con una dicitura ben delineata e si cerca di svolgere tale compito nella maniera a essa più congeniale. D’altro canto però, non è solo attraverso la dicitura di un contesto o meglio di uno sfondo che la poesia esplica la sua componente espressiva. In secondo luogo l’emergere della poesia nel campo delle azioni sociali avviene attraverso codici di ascolto predisposti da un target, da un pubblico già conosciuto, il quale si aspetta una risposta che sia consona al compito stabilito, quindi in altre parole ad un modello di per-formazione creativa il quale non può eludere, se non attraverso l’artificio stesso della composizione poetica, il compito o i compiti a esso assegnato da un pubblico di astanti.
Questo aspetto, se da un lato potrebbe essere inteso come una diminutio dell’ars poetica, dall’altro lato diviene il fulcro di una ricerca artistica interessante sotto molteplici punti di vista.
Primo fra tutti, la necessità di una perfomance poetica su un testo scritto e pensato per uno scopo apre le possibilità di una fruizione artistica variegata sotto svariati aspetti fra i quali sono ricorrenti l’utilizzo dello Spoken Word Poetry o della presentazione in forma di monologo teatrale.

Non solo, le possibilità espressive insite nella emergenza e finalizzazione di uno scopo come quello delineato da un impegno artistico nel sociale gettano nuova luce sull’arte compositiva in poesia attraverso un utilizzo dell’ars poetica difficilmente enucleabile in altri aspetti.
L’aspetto che vorrei qui sottolineare della poesia emergentista o poetica dell’emergenza vorrei presentarlo attraverso tre exempla sul campo.

 

Signum – Segno

Poesia esposta alla rassegna “Segno Siculo” presso il Museo Galleria QUAM di Scicli (RG), sotto la direzione di Salvatore Schembari e Antonio Sarnari (08/03/2015).

 

È la potenza irregolare della forma,
la triade del colore,la scelta insulare
lo scalco dei millenni e delle genti,
di popoli e culture condivise: è il segno,
la forma ellittica,
l’ovale magica
di tre gambe che corrono verso il punto
in cui la conversione del passato ha reso
un futuro che odora di arance e di ginestre.

 

È la forma potenziale della triade,
il colore irregolare, l’isola come scelta
la cultura di un popolo che ha condiviso i millenni,
lo scalco delle genti: l’ellissi
simbolica,
in forma magica
dei punti che hanno il reso nella conversione
di un passato che odora di arance e di ginestre
in cui le gambe corrono verso un futuro, segno.

 

 

Berillo – Beirut – Beijing

Poesia recitata durante la manifestazione culturale “La Processione di San Berillo” presso il Museo Reba a Catania, sotto la direzione artistica di Arsinoe Delacroix e Luca Prete in collaborazione con il gruppo perfomativo di poesia Poetarum Circus (21/03/2015)

 

Berillo – Beirut – Beijing:
la mole della vita si incorona
ad un gesto unico e inevitabile.

Santo, Sando-kan del Birillo
è il trono di spade, la festa
è l’arte di un gesto unico e inevitabile –
come una scelta
nel mazzo di carte della vita –
a giocare la coppia del Re di denari
un crogiolo di esistenze mette forma
sostanza al divenire della forza.

Birillo, Santo e Quartiere
preposto ad un culto, ad una liberazione
di gioia, ad una scelta sovversiva di amore:
è l’arte di un crogiolo di esistenze
unico e inevitabile, è il gesto della scelta
dal mazzo di carte della vita, è

il sangue di queste vene accelerate
nella scelta di una festa di esistenze,
l’arte dell’amore a proteggere.

Birillo del Santo Quartiere
invocato ad un culto di liberazione
un crogiolo in cui attive le esistenze
afferrate nella forma dell’essere e dell’arte:

puro amore di facoltà in essere.

 

#pernondimenticare

Poesia declamata durante la Puntata contro le Mafie andata in onda su Radio Quatz Art (24/05/2015)
N.B.: Le parole in corsivo sono in dialetto siciliano

 

#pernondimenticare
vi fecero saltare le gambe, le cervella
e le idee volarono in aria, come
palloncini d’aerostato macchiato
di sangue e legni della croce.

Siete apparsi come santi in sogno
o forse eravate angeli dall’aspetto
scarlatto, ricordo solo dell’odore del
dinamitardo misto a zagare e fieno
raccolto – non è tutto ciò che racconto
ma lo scarto dell’epidermide crepata
sull’asfalto, l’assalto di mille metri cubici
di vento che da Palermo si innalzarono
a grida d’una voce, come stretta fra la
luce e il rimpianto della mat’tre,
la violenza dura delle strade se per-
corre lesta la lunga rotta che conduce
alla prigione #pernondimenticare rimbalzano il suo nome
da carrugghio a quartiere – è slogan da dar
al piccione viaggiatore che giunga a mormor-
io della croce. Prospetto
#pernondimenticare
un’altra strada da percorrere
in comune e non tensione
dell’affanno a ricordare per sperare,
dire o fare cose nuove ma rivoluzione
del sangue che scorre sulle pietre
reso aruce dal rifacimento delle case.

 

In conclusione, vorrei fosse intesa la sfida della poesia emergentisa in chiave artistica, come forma d’arte estemporanea di scrittura creativa avente un fine, un impegno, uno stile connaturato con la naturale propensione discorsiva insita nella poesia, tracciata dalle linee della poetica dell’emergenza. Un nuovo modo di intendersi e di intendere? Sopratutto direi un modo nuovo di guardare alla poesia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...