Giorno della messe

*

Lento è a dipanarsi

cunicolo di nubi nella notte

sereno il cielo avvilupparsi

è in fiamme.


Eterea

porta con sé l’apprensione:

è in quel che conosce.

* *

Nell’oscurità del ventre

la remora insegue altro sangue

ora siamo le bestie

che eravamo

da allora…


Stiamo scavando cunicoli

eliminando il dis-utile

la carne è impensabile.

Sulle mani

la tomba, le ossa son quelle dei morti

anime deposte, sono moccoli

a bruciare eternamente.


È da lì che ti vedo:

straccio nel vuoto

setaccio in disuso

che non fa respirare

le mie farine.

* * *

Quando il giorno è vero

s’infiamma sincero

ansima

la terra al groviglio

opaco scintillìo del guizzo

e la mano

darà lo schizzo.


Giorno della messe e il grano

sfronda il tulipano.


Di questo cielo noi non saremo

che noi.

Covoni di grano con luna che scende di Vincent Van Gogh

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