[senza titolo]

l’Io è affluenza in dissoluzioni

la sinottica energia che disavanza

dalla quiete alla speranza

fino ai giorni dei mari in tempesta.

Ritornano edulcorati i ricordi

la stessa materia degli istanti

dal fondo vuoto della diga

risalendo la fatica dei nervi.

Siamo frazioni, derrate in erosione

impulsi della vena sottostante

la cute, il sentore degli oceani

la quiete e la sopravvivenza.

Il fluire immobile dei ricordi misurato con le dita…

La polluzione delle personalità differenti

rispecchiano le emozioni esterrefatte

snodando le corde della voce

in rivoli e porzioni di carne”

E se mi incontrerai dall’altra parte dell’ovile

immobile come il perno degli utensili

non mi guardare al vacuo senso degli inganni.

La vigliaccheria dell’ombra che ci tiene

non sarà il gaudio a questa guerra fra poveri.

L’idea del mondo ci sarà indifferente

se dal cielo calassero rovina e giudizio.

Solo ombre a fatica ci avanzano

nella polvere cava delle rocce

in lite d’amore con il mondo.

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